{"id":17,"date":"2023-05-13T07:57:37","date_gmt":"2023-05-13T07:57:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.icorsolinicencelli.edu.it\/index.php\/la-scuola\/la-storia\/"},"modified":"2023-11-06T20:04:53","modified_gmt":"2023-11-06T20:04:53","slug":"la-storia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.icorsolinicencelli.edu.it\/index.php\/la-scuola\/la-storia\/","title":{"rendered":"La Storia"},"content":{"rendered":"<p>La nostra storia<\/p>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">la nostra scuola \u00e8 dedicata a <strong>VALENTINO ORSOLINI CENCELLI<\/strong>. \u2013 Nacque a Magliano Sabina il 7 febbraio 1898, da Alberto dei conti Cencelli Perti e da Vittoria Orsolini Marescotti, entrambi appartenenti a famiglie di grandi proprietari terrieri e di uomini politici. Era l\u2019ultimo di quattro figli (dopo Vladimiro, Ferdinando e Maria). Per non far estinguere il nome della casata materna, con regio decreto del 17 maggio 1906, Valentino fu \u00abautorizzato ad aggiungere ed anteporre al proprio cognome quello di Orsolini e ad usare per l\u2019avvenire in tutti gli atti ed in ogni circostanza il cognome Orsolini Cencelli\u00bb (Roma, Archivio centrale dello Stato,\u00a0<em>Presidenza del Consiglio dei ministri, Consulta araldica<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il nonno paterno, Giuseppe, era stato aiutante di campo di Massimo d\u2019Azeglio e senatore del Regno dal 1879 al 1899, carica, quest\u2019ultima, ricoperta anche dal padre dal 1909.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Studi\u00f2 giurisprudenza, come il nonno e il padre e nel 1921 si laure\u00f2 all\u2019Universit\u00e0 di Roma con una tesi sulla legge elettorale proporzionale. L\u2019anno dopo spos\u00f2 Giovanna dei conti di Arroni, dalla quale ebbe quattro figli: Eliana (1923-1991), Alberto (1926-1997), Maria Giacinta (1929-1940) e Stefano (1934). Nonostante la laurea, scelse di dedicarsi alla cura delle aziende agrarie di famiglia, a Fabrica di Roma e a Magliano, e in particolare al miglioramento delle razze bovine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ader\u00ec al movimento dei Fasci di combattimento fondato da Benito Mussolini a Milano nel 1919 e, bench\u00e9 nel 1914 avesse perso una gamba in un incidente, si distinse in Sabina e in Umbria, organizzando e guidando le azioni squadristiche contro le rivendicazioni contadine e operaie. Alle elezioni amministrative del 17 ottobre 1921 fu eletto consigliere provinciale dell\u2019Umbria per il circondario di Rieti nel mandamento di Magliano, nelle liste del Partito nazionale fascista. Primo consigliere provinciale fascista d\u2019Italia, nel 1922 partecip\u00f2 alla marcia su Roma al comando della centuria degli squadristi della Sabina, avanguardia della colonna umbro-marchigiana comandata da Ulisse Igliori (D\u2019Erme, I, 1996, pp. 83 s.). Alle elezioni del 1924 fu eletto deputato al Parlamento (XXVII legislatura) per la circoscrizione Lazio-Umbria e confermato nel 1929 e nel 1934. Nel 1939 fu nominato consigliere nazionale nella Camera dei fasci e delle corporazioni, partecipando attivamente alla vita politica e amministrativa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fu commissario governativo dell\u2019Associazione nazionale famiglie dei caduti in guerra (1926-34), presidente dell\u2019Ospedale oftalmico per i poveri della provincia di Roma (1927-29), presidente della Federazione degli enti autarchici della provincia di Rieti (1927-29), membro del consiglio di amministrazione dell\u2019Istituto Luce (1930-35), commissario straordinario della Cassa di risparmio di Rieti (1936-40), membro del Consiglio nazionale dell\u2019educazione, delle scienze e delle arti, presso il ministero dell\u2019Educazione nazionale (1939-43). Ricopr\u00ec altre cariche, a carattere consultivo o direttivo, nel settore agrario: presidente della sezione agricolo-forestale del Consiglio provinciale dell\u2019economia di Rieti (1927-43), promotore e primo presidente del Consorzio d\u2019irrigazione della media valle del Tevere (1928-44), presidente della Cattedra ambulante di agricoltura di Rieti (1929-37), membro della Commissione per lo studio della carta della mezzadria italiana, costituita presso la Confederazione nazionale sindacati fascisti dell\u2019agricoltura (1931).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ebbe l\u2019incarico pi\u00f9 importante nel settore della bonifica con la nomina, il 15 settembre 1929, a commissario del governo all\u2019Opera nazionale per i combattenti (ONC), ente sino ad allora guidato da Angelo Manaresi; lo mantenne fino al marzo 1935, quando \u2013 ripristinata la carica di presidente \u2013 questa fu affidata ad Araldo di Crollalanza, gi\u00e0 ministro dei Lavori pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ente pubblico a regime interno privatistico come l\u2019Istituto nazionale delle assicurazioni dal quale era finanziato, l\u2019ONC era stata costituita nel 1917 da Francesco Saverio Nitti, ministro del Tesoro, e dal suo collaboratore Alberto Beneduce. All\u2019ente \u2013 uno strumento di intervento statale nell\u2019economia, \u00abun modo non semplicemente passivo per lo Stato di venire incontro ai contadini che dopo la guerra sarebbero tornati ai loro paesi in cerca di lavoro e di terra\u00bb (Monticone, 1961, p. 154) \u2013 era stato affidato il compito di provvedere all\u2019assistenza economica, finanziaria, tecnica e morale dei combattenti reduci. Con l\u2019avvento del fascismo sub\u00ec profonde modifiche istituzionali: la riforma del 1923 attu\u00f2 il ricambio dei vertici, modific\u00f2 i regolamenti per l\u2019ordinamento e le funzioni e pose l\u2019ONC sotto il controllo totale del governo; poi, con la riforma del 1926, fu sciolto il consiglio di amministrazione (mai pi\u00f9 ricostituito, neanche nell\u2019Italia repubblicana) e sostituito da un consiglio consultivo; il presidente, designato dal capo del governo, acquis\u00ec tutti i poteri amministrativi e di rappresentanza; infine, con l\u2019approvazione dei nuovi regolamenti fu trasformata in maniera radicale la finalit\u00e0 istituzionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Incaricata dell\u2019attuazione della politica agraria fascista per la trasformazione fondiaria, l\u2019ONC divenne protagonista dello sviluppo economico e sociale del paese. Grazie alle potenzialit\u00e0 tecnico-professionali e alla dotazione finanziaria pot\u00e9 realizzare il suo maggior compito istituzionale con il piano nazionale di bonifica integrale delle paludi pontine e ridisegnare la fisionomia di quel territorio. La politica agraria fascista, impersonata da Arrigo Serpieri, teorico della bonifica integrale, si richiamava al progetto tecnocratico di ispirazione nittiana che univa il carattere innovativo dei provvedimenti legislativi (legge sul latifondo del 1924 e leggi 1928-33 sulla bonifica integrale), all\u2019immissione di capitali pubblici in agricoltura e alla direzione \u2018tecnica\u2019 della bonifica. Solo per l\u2019area pontina furono approntati circa 200 progetti di bonifica su un territorio di circa 60.000 ettari, realizzando oltre 3000 poderi assegnati ad altrettante famiglie coloniche. Per stabilizzare i coloni nelle terre \u2018redente\u2019 e assicurare vita duratura e prosperit\u00e0 alle aree bonificate, furono realizzati non solo canali, strade, approvvigionamento di acqua potabile, fabbricati, ma anche 14 borgate rurali e cinque centri urbani (quattro comuni e un capoluogo di provincia).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante la gestione di Orsolini Cencelli l\u2019ONC lavor\u00f2 per \u00abtrasformare il bracciante da lavoratore avventizio a diretto coltivatore dei beni in concessione\u00bb (Archivio centrale dello Stato,&nbsp;<em>Segreteria particolare del duce, Carteggio ordinario<\/em>, f. 509.742), e sorsero le prime tre \u2018citt\u00e0 nuove\u2019 dell\u2019Agro Pontino, simboli dell\u2019ideologia antiurbana del fascismo, non in contrapposizione alla campagna ma aperte a essa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Littoria (dal 1945 Latina) fu annunciata dal duce il 7 aprile 1932 all\u2019inizio dei lavori di dissodamento e inaugurata il 18 dicembre dello stesso anno; costituita in comune il 27 dicembre fu elevata a provincia due anni dopo, il 18 dicembre 1934. Orsolini Cencelli ne fu il primo podest\u00e0 dal 7 novembre 1932 al 26 novembre 1933. La fondazione di Sabaudia fu annunciata durante il discorso per l\u2019inaugurazione di Littoria: il 5 agosto 1933 ci fu la posa della prima pietra e il 15 aprile 1934 l\u2019inaugurazione di Vittorio Emanuele III. Il 19 dicembre del 1934 fu fondata Pontinia: all\u2019inaugurazione, avvenuta a distanza di un anno esatto, non partecip\u00f2 Orsolini Cencelli, gi\u00e0 uscito dai ruoli dell\u2019ente, analogamente a Serpieri, destituito dal suo incarico di sottosegretario di Stato per l\u2019applicazione delle leggi sulla bonifica integrale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Escluso dalle cariche esecutive, ancorch\u00e9 sempre deputato (lo rimase fino all\u2019agosto 1943) torn\u00f2 a dedicarsi a tempo pieno all\u2019azienda di famiglia. Con la caduta del fascismo e la costituzione della Repubblica sociale, fu arrestato con l\u2019accusa di aver appoggiato il governo Badoglio (Roma, Archivio centrale dello Stato,&nbsp;<em>Archivio Valentino Orsolini Cencelli<\/em>, scatola 21, f. 166), e di aver organizzato una \u2018guardia\u2019 in Sabina al di fuori del Partito fascista repubblicano e sub\u00ec due brevi periodi di detenzione nelle carceri romane di Regina Coeli (29 ottobre-2 novembre 1943) e di S. Gregorio al Celio (23 novembre &#8211; 4 dicembre 1943).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per sfuggire ai repubblichini visse nella casa madre dei gesuiti fino alla liberazione di Roma, quando fu arrestato dalla polizia militare alleata l\u20198 luglio 1944 e ricondotto a Regina Coeli da dove il 12 luglio fu trasferito nel campo d\u2019internamento alleato di Padula. Il 13 agosto 1944 la procura del Regno presso il Tribunale di Rieti inizi\u00f2 in contumacia il procedimento penale nei suoi confronti per gli atti di violenza commessi negli anni 1921-22 e per aver costituito, dopo l\u20198 settembre, un corpo armato alle dipendenze dei tedeschi. Il 14 settembre 1944 il Tribunale provinciale straordinario di Genova della Repubblica sociale lo condann\u00f2 a morte in contumacia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo un anno d\u2019internamento a Padula, il 23 luglio 1945 fu condotto nel carcere giudiziario di Rieti dove rimase fino all\u2019amnistia del 22 giugno 1946. Il procedimento presso il tribunale di Rieti fu riunito al processo pendente presso la sezione istruttoria di Roma il 20 marzo 1946. Il 12 novembre 1946 la Corte d\u2019appello di Roma \u2013 nel procedimento penale per l\u2019imputazione dei delitti di squadrismo e di collaborazionismo con i tedeschi invasori dopo l\u20198 settembre 1943 \u2013 lo dichiar\u00f2 prosciolto dalle imputazioni; ugualmente prosciolto fu il fratello Ferdinando. Nel 1949 fu chiusa anche la pratica relativa all\u2019avocazione dei profitti di regime.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel dopoguerra ricopr\u00ec solo alcuni incarichi nell\u2019ambito delle competenze maturate nel settore agricolo: vicepresidente dell\u2019Associazione produttori tabacchi italiani, vicepresidente di Confagricoltura, presidente dell\u2019Ente nazionale addestramento e perfezionamento del personale agricolo e consigliere del Consorzio della media valle del Tevere. Alle elezioni politiche del 1963 si candid\u00f2 al Senato nelle file del Movimento sociale italiano ma non fu eletto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mor\u00ec a Roma il 22 maggio 1971.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La nostra storia la nostra scuola \u00e8 dedicata a VALENTINO ORSOLINI CENCELLI. \u2013 Nacque a Magliano Sabina il 7 febbraio 1898, da Alberto dei conti Cencelli Perti e da Vittoria Orsolini Marescotti, entrambi appartenenti a famiglie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":9,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"page-templates\/storia.php","meta":{"footnotes":""},"tags":[206,203,222],"class_list":["post-17","page","type-page","status-publish","hentry","tag-genitori","tag-insegnanti","tag-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.icorsolinicencelli.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/17","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.icorsolinicencelli.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.icorsolinicencelli.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icorsolinicencelli.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icorsolinicencelli.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=17"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.icorsolinicencelli.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/17\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":732,"href":"https:\/\/www.icorsolinicencelli.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/17\/revisions\/732"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icorsolinicencelli.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/9"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.icorsolinicencelli.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=17"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icorsolinicencelli.edu.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=17"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}